Newsletter del 4 aprile 2025

Nuove Indicazioni 2025 per la scuola dell'infanzia

FISM Nazionale ha partecipato all’audizione promossa dal MIM per la consultazione sulle Nuove Indicazioni. Secondo il parere dell’Area Pedagogica, i punti di lavoro sul testo pubblicato sono molti e necessitano di un dibattito pubblico con tempi distesi e riflessioni ampie (al contrario di quelli proposti in questa fase dalla Commissione), al fine di un miglioramento effettivo del documento che è chiamato ad orientare nei prossimi anni l’azione e la cultura pedagogica del sistema nazionale d’istruzione

I rilievi riportati dalla Federazione nazionale nell’ambito dell’audizione hanno riguardato alcuni aspetti cruciali:
-uno scostamento dalle normative che a partire dal Decreto leg.vo n.65/2017 hanno introdotto l’articolazione del sistema 0/6 che a pieno titolo include il segmento 0/3. Tale mancanza, che non può essere limitata a qualche citazione all’interno del testo, costituisce un’occasione persa per la valorizzazione della continuità educativa zerosei;
-nella separazione tra educazione e istruzione viene colto con preoccupazione lo scivolamento del profilo curricolare indicato per la scuola dell’infanzia, verso campi d’esperienza proposti come prodromi delle discipline (e non come "quadri culturali per interpretare e amplificare le esperienze dei bambini" come indicato nelle Linee Pedagogiche zerosei);
-pur valutando positivamente la valorizzazione delle famiglie all’interno di uno specifico paragrafo all’inizio della cornice culturale di riferimento, si è sottolineato come la relazione scuola-famiglia consista in una tessitura di gesti e accoglienza che avviene nel quotidiano e che costituisce la condizione per avviare processi partecipativi;
-un eccessivo riferimento alla nostra civiltà e democrazia occidentale rischia di creare una sorta di gerarchia e superiorità culturale che induce alla divisione e alla chiusura invece che all’unità e all’apertura. Certamente studiare le proprie radici è importante nel processo di costruzione della propria identità, ma questo non significa che tali radici siano le uniche o superiori ad altre;
-all’inizio del testo, quando vengono citate le dimensioni della persona, è stata eliminata quella religiosa che invece è presente nelle Indicazioni del 2012. FISM chiesto che venga re-inserita perché costitutiva della persona e della cultura.
Pur riscontrando alcuni elementi di valore, FISM Nazionale dichiara che le criticità nel testo prevalgono anche per la presenza di affermazioni fortemente contradditorie che destano preoccupazione. FISM rinnova la sua disponibilità a continuare ad offrire il proprio contributo ed ha già inviato alla Commissione un documento con suggerimenti operativi e puntuali in una logica costruttiva e aperta al confronto.

Festa del papà. A Vergato e a Castel Guelfo tra dolci e mostricciatoli

Scuola dell'infanzia Santa Clelia Barbieri: "Una decina d’anni fa abbiamo deciso di organizzare nel mese di marzo, per la festa del papà, e a maggio per la festa della mamma, una colazione speciale per far vivere ai genitori e ai bambini un bel momento di condivisione a scuola". "Madonna della Pioppa": un gioco pensato per bambini e papà

In queste occasioni, tutto il personale della scuola Santa Clelia Barbieri si attiva in un significativo gioco di squadra: grazie all’aiuto della cuoca Silvia e della dada Imma, il refettorio si trasforma in un bar/pasticceria dove Silvia si occupa della cottura di brioche, ciambelle e pizza, Imma apparecchia i tavoli, le insegnanti preparano gli addobbi e diventano bariste per un giorno. E’ il bambino/a che accompagna il genitore nel refettorio, dove vengono accolti da un profumo particolarmente invitante. Piano piano la sala si riempie di voci e sorrisi e a volte qualche genitore si commuove nel vivere quel momento così speciale con il proprio figlio/a. E' possibile fare colazione dalle 8.00 alle 9.15 ed ognuno si trattiene il tempo che ritiene necessario. Prima di salutare il genitore, il figlio/a consegna un regalo realizzato a scuola nei giorni precedenti. Quest’anno, per la festa del papa’, i bambini hanno creato un originale “Gioco dell’oca” con il quale potranno sfidare a casa la mamma e il papà.
Siamo molto soddisfatte di queste iniziative che ogni anno sono sempre apprezzate e soprattutto attese sia dai genitori che dai bambini.

Scuola dell’infanzia S. Clelia Barbieri – Vergato


In occasione della Festa di san Giuseppe, anche quest’anno abbiamo organizzato un momento di gioco papà/bambini. Crediamo molto in questo evento, infatti è già qualche anno che lo proponiamo ed è diventato un appuntamento molto atteso dalle famiglie. La nostra idea è quella di porre l’attenzione sul prendersi del tempo per i propri figli; il ritmo delle giornate è sempre, per tutti, molto serrato e a volte capita di dire: “Dopo vengo a giocare con te”, ma quel dopo non sempre arriva. Inoltre non tutti sanno quanto, per i bambini, il gioco sia davvero importante, soprattutto se fatto insieme all’adulto. Da qui è nata l’ idea: creare un momento esclusivo papà-figlia/o, calendarizzandolo per tempo in modo da facilitare l’organizzazione lavorativa dei genitori. Ed è sempre un momento molto bello: all’inizio alcuni papà sono impacciati, imbarazzati, non sanno bene cosa fare, cosa dire, e per questo abbiamo deciso di proporre un gioco un po’ strutturato, perché il gioco libero potrebbe acuire il disagio e frenare ancora di più la relazione.
Quest’anno abbiamo dato una consegna sulla scia della formazione che abbiamo fatto sul Tinkering facendo trovare, al centro della sezione, degli scatoloni e del materiale (colla, forbici, ritagli, fogli, carta velina etc.). La consegna era quella di “fare una magia” e trasformare quelle scatole in mostriciattoli paurosi. Qualche coppia papà/bambino si è subito lasciata trascinare dalla fantasia, qualcun’altra invece ha avuto bisogno di un piccolo aiuto. Alla fine, però, tutti si sono divertiti e hanno portato a casa, con molta soddisfazione, il loro mostriciattolo da far vedere poi anche alla mamma.
Il nostro prendersi cura è un prendersi cura a 360° non solo dei bambini ma anche delle famiglie, e a volte questo passa anche dal creare momenti speciali, “obbligando” i genitori a fermarsi! Proprio per questo, a Maggio, faremo “fermare” anche le mamme.

Micaela Lombardo, coordinatrice educativo-didattica del Polo dell’infanzia “Madonna della Pioppa” di Castel Guelfo.

Minerbio. Il grande ritorno della Compagnia teatrale del Sacro Cuore

Quest'anno, dopo quasi 20 anni, è tornato alla scuola Sacro Cuore di Minerbio un progetto molto particolare dedicato ai genitori: creare una compagnia teatrale finalizzata a realizzare uno spettacolo da presentare ai bambini durante la festa di carnevale

L'idea, pensata e realizzata in passato, aveva avuto un grande successo. La finalità era ed è sempre quella di creare un momento ludico di aggregazione e di condivisione fra i genitori della nostra scuola. A settembre abbiamo presentato il progetto artistico teatrale e i volti dei genitori si sono dimostrati fin da subito molto sorpresi ed incuriositi. Ad ottobre sono iniziati i primi incontri dove è stato comunicato il titolo dello spettacolo da presentare a marzo ai propri figli, cioè "Le mille e una notte, Aladdin!" Chissà se qualche genitore si sarebbe mai aspettato di essere catapultato in quella che possiamo chiamare la vera magia del teatro, non solo della Lampada. Imparando il copione, prendendosi per mano, travestendosi da albero e giocando ad imitare la tigre, il Teatro è riuscito a creare complicità e anche amicizia fra genitori, che forse presi dalla frenesia delle giornate non si sarebbero mai neanche incontrati. Durante il giorno delle prove tutti si dedicavano a qualcosa che li proiettava in un'altra realtà, si riusciva a staccare dalla routine quotidiana per memorizzare battute e cambi scena.
"L’appuntamento del venerdì sera per le prove di teatro è diventato in poco tempo un’occasione di scambio e bellezza dello stare insieme. Un vero e proprio dono inaspettato per i più grandi che, convinti di realizzare qualcosa per i bambini, hanno capito molto presto che ironia, impegno e comprensione reciproca sarebbero stati gli “ingredienti magici più importanti." (Simone, papà di Chiara).
Alcuni genitori hanno partecipato quasi per caso, solo con lo scopo di vedere un sorriso nel proprio bambino mentre si esibivano sul palco e proprio questi genitori hanno scoperto una grande passione per la recitazione: hanno aggiunto parti che in origine non esistevano e hanno proposto cambiamenti nel copione per renderlo più divertente e personale. Sempre loro, che all'inizio si muovevano in punta di piedi mentre erano in scena, hanno tirato fuori la voce e si sono messi perfino a danzare.
"Che dire: è nata una compagnia di persone che ci ha messo il cuore e tra cui, inaspettatamente, si è fatta largo la passione per la recitazione; speriamo solo sia il primo spettacolo di una lunga serie. Questa esperienza ha permesso ad un gruppo di sconosciuti di diventare complici e di legarsi con un filo trasparente" (Giorgia, mamma di Leonardo).
La meraviglia è stata anche quando, a ridosso dello spettacolo vero e proprio, ogni attore ha toccato con mano l'ansia dello stare in scena, l'ansia da palcoscenico. Ognuno dava forza all'altro; qualcuno studiava dei modi per aiutare il compagno a non sbagliare, per riuscire nell'intento di far divertire le famiglie e i propri figli. Non si pensava solo a fare il bene di se stessi, ma ci si impegnava per fare in modo che tutti potessero rendere al meglio la propria parte.
"Anche se il mio ruolo era marginale, ho sentito tutta la tensione degli attori principali e ho cercato di rassicurarli con sguardi e sorrisi d’intesa [...]. Il momento dello spettacolo è stato emozionante: da dietro le quinte del palco ho incrociato lo sguardo di mio figlio che mi guardava incredulo e sorridente. In quell’istante mi sono sentita parte di qualcosa di magico per i suoi occhi, un’esperienza che andava oltre le mie aspettative. Nonostante le insicurezze e il timore di sbagliare, questa avventura mi ha regalato momenti unici" (Valentina, mamma di Enea).
Quello che il progetto voleva raggiungere era regalare ai genitori un momento di spensieratezza e socialità, un momento in cui ti devi fidare anche di chi non conosci a pieno.
Citando il testo di Aladdin:
"Ti fidi di me?"
"Come?"
"Ti fidi di me?"
"Si!"
Grazie di cuore a tutti i genitori che hanno creduto in questa magica esperienza!

Madyson Errico, insegnante.